Sandro Lazzaroni

Referente Veneto

Mi chiamo Sandro Lazzaroni,
nato a Venezia il 6 giugno 1951, vivo a Spinea. Ho avuto due figli uno di 54 anni e una di 38, disabile grave e poi gravissima dalla nascita, per malattia rara, che per essere diagnosticata ho dovuto andare in USA a NY, quanto bastava una mail tra ospedali e Istituti Universitari Ospedalieri, Padova nel mio caso. Mia figlia è oggi gravissima anche a seguito di più episodi di malasanità, sfociati in causa legale favorevole ma dopo 12 anni dall’accaduto. Dal 1973 ho iniziato a lavorare all’INPS e sono pensionato dal 2010. Dal 1994 per lavoro ho seguito l’inizio della Legge 104/94, ma le attività in difesa dei diritti della persona, specie in sanità, l’ho affrontate e vissute anche nel sindacato, confederale ed extra confederale, dove ho operato per decenni anche a tempo pieno. Ho esperienza diretta quindi in ambito di leggi e diritti. La legge 104 operativa dal 1995, all’inizio, in ambito di permessi lavorativi (i tre giorni al mese), erano concessi ai caregiver lavoratori, per “riposarsi” e recuperare le energie perse nel lavoro di cura. C’era questo concetto nel legislatore. Da qui è iniziato un continuo susseguirsi di azioni e norme per rinchiudere nel ruolo del lavoro di cura obbligato tutti i caregiver, specie quelli espulsi e discriminati nel mondo del lavoro dipendente e autonomo, E’ la trentennale via maestra, per i nostri governanti e amministratori pubblici, dell’eliminazione, precarizzazione e non accesso alle cure e assistenze pubbliche: GRATUITE. Progressivamente i caregiver hanno perso, spesso mai avuto, diritti di cura e assistenza per i familiari non autosufficienti, e come conseguenza diretta, perdita di vita personale e salute per se stessi, compresa le capacità economiche e di lavoro. Una qualità di vita insopportabile, di vera e propria schiavitù delle donne costrette al non lavoro, alla precarietà e al sacrifico sfruttando cinicamente l’amore per propri cari. Da quel 1994 c’è stata una caduta continua della sanità pubblica universale gratuita (ricordate sempre questo termine, che è il fondamento di tutto.) Di contro si impone la crescita delle assistenze e cure a pagamento, del mercato privato, dove si sono infilati molte onlus, odv e ETS, false cooperative sociosanitarie e ovviamente il profit-profit. Non tutti ovviamente. Non è vero che ci sono meno medici e operatori sanitari! Sono semplicemente passati al privato o al finto no profit, Anche questi operatori socio assitenzaili e sanitari, (sempre caregiver sono, ma per professione), subiscono processi di precarizzazione e de professionalizzazione. Impatto catastrofico per tutte le persone come noi, non più tutelate nel diritto alle cure di cui all’art. 32 della Carta Costituzionale. Nel 1999 costituiamo una odv nata per difendere i diritti dei bambini con malattie rare genetiche dato che all’epoca si parlava solo di anziani. Molto presto abbiamo capito che sia giovani o anziani, con patologie rare o meno, gravi e non, sono tutti sottoposti al degrado criminoso della sanità- bene universale. Finalmente nel 2025, intercetto un coordinamento di caregiver, CFU nato in Veneto (dove regna la rassegnazione più cupa), che tramite una petizione, centra l’obiettivo, per me, primario del riconoscimento del lavoro di cura obbligato del caregiver perpetuato nell’assenza di servizi pubblici di sanità e assistenza territoriali e a domicilio. Dalla petizione ad oggi un miracoloso, e fragile, ridestarsi di coscienze di persone costrette in casa che si collegano ed uniscono principalmente attraverso una chat! Lavoro e unità, ripeto, tanto straordinari quanto fragili, se non rafforzato, dovuto ad un pugno di donne caregiver familiari. Quindi: a disposizione! Per rinforzare questa unione di caregiver familiari, autonoma da partiti e altre realtà associative con cui ricerca comunque unità di intenti. Uniti nella petizione a partire da un forte dissenso con il DDL Locatelli che può essere solo migliorato secondo gli emendamenti che decideremo assieme. Per una legge uguale per tutti.