Rassegna Stampa CFU

Il Commento

La Nazione Pisa

Per l’articolo intero consulta il seguente Link:

INNLIFE – Innovation in Lifesciense

Leggi articolo intero👇

Clicca qui per leggere tutto l’articolo!

Rassegna Stampa CFU

Il Fatto Quotidiano 30 novembre 2025

Da Il Fatto Quotidiano (legge articolo esteso).

Il Fatto Quotidiano 11 dicembre 2025

consulta articolo 👉 Caso Corleone

Il Fatto Quotidiano 20 ottobre 2025

Leggi Articolo👇

Suicidi Omicidio – troppi cosi

leggi articolo👉 http://I Caregiver Familiari

https://www.sicilianews24.it/cfu-caregiver-familiari-uniti-il-12-dicembre-in-piazza-insieme-allo-sciopero-cgil-contro-la-legge-di-bilancio-e-il-ddl-sul-riconoscimento-del-caregiver-816325.html

Visualizza Articolo👉 https://www.nanotv.it/2025/12/11/i-membri-del-cfu-caregiver-familiari-uniti-comunicano-che-il-12-dicembre-p-v-si-uniranno-alla-manifestazione-di-protesta-nelle-piazze-di-tutte-le-citta-italiane/

Visualizza Articolo 👇https://rdrnetwork.it/2025/12/10/riconoscimento-dei-caregiver-come-lavoratore/

Ecco l’articolo👉 https://www.gazzettadellemilia.it/salute-e-benessere/item/52191-27-gennaio-2026-i-caregiver-scendono-in-piazza-a-roma-e-la-politica

Anche su Informare un H👇

https://informareunh.it/il-27-gennaio-a-roma-si-terra-il-presidio-caregiver-familiari-di-tutta-italia-in-piazza/

La Nazione Pisa

19 Gennaio

Per leggere l’Articolo Clicca QUI!

19 gennaio 2026 ANSA

Leggi Articolo qui!

https://www.disabili.com/aiuto/articoli-qaiutoq/caregiver-familiari-mobilitazione-nazionale-a-roma-contro-il-ddl-locatelli

Leggi articolo cliccando qui!

https://www.ilgiornalistascomodo.it/2930235_fare-il-caregiver-non-e-una-scelta-economica-ma-una-necessita-il-27-gennaio-gli-invisibili-scendono-in-piazza

Il ddl “fantasma” Locatelli.

Alessandra Corradi e Maurizio Attanasi ci parlano dei caregiver familiari. ddl “fantasma” Locatelli.

Alessandra Corradi e Maurizio Attanasi ci parlano dei caregiver familiari.

Alessandra Corradi e Maurizio Attanasi ci parlano della loro faticosa vita da caregiver familiari e del ddl Locatelli di cui però non esiste un testo pubblico.

Il 27 gennaio i caregiver manifestano a Roma

.Gianfranco Falcone

26 Gennaio,

27 gennaio i caregiver familiari di tutti Italia si troveranno alle 10:00 a Roma in piazza Santi Apostoli per contestare il disegno di legge Locatelli sui caregiver familiari. Il mondo dell’associazionismo guidato dalla Caregiver Familiari uniti (Cfu) contesta il metodo con cui si è arrivati a formulare il disegno di legge, ed entra nel merito di un ddl che non riesce a fare chiarezza e che una volta approvato rischia di essere solo dannoso.

Per capire quale sia la posta in gioco abbiamo intervistato Alessandra Corradi e Maurizio Attanasi.Alessandra è la portavoce nazionale del Cfu nonché caregiver familiare H24, H24 significa che Alessandra è impegnata nel lavoro di cura ventiquattro ore al giorno; Maurizio è un caregiver familiare lavoratore, referente di Punto inclusione a Cologno Monzese, momento-spazio aperto per fare rete nel mondo della disabilità, è socio di Genitori Tosti e membro della Consulta accessibilità Comune di Milano.

Iniziamo con Alessandra Corradi.

  • Chi è Alessandra Corradi?

Sono la portavoce nazionale del Cfu, ma anche la presidente dell’associazione Genitori tosti in tutti i posti Aps. Dal 2013 seguo l’iter della legge sui caregiver familiari attraverso tutti i governi che si sono succeduti fino ad oggi.

  • Che cos’è il Cfu? Il Cfu è quel gruppo enorme che ho messo insieme da ottobre 2025 ad oggi aggregando associazioni, comitati, gruppi informali e singoli caregiver di tutta Italia. Siamo oltre 15mila persone.Genitori Tosti che cos’è?Genitori Tosti è un’associazione di promozione sociale che ho fondato nel 2011 per aiutare i genitori che hanno figli con disabilità. Visto che non esistono sportelli, reti informative, servizi per i genitori che hanno figli con disabilità. Quindi noi, così come tante altre associazioni in tutta Italia, cerchiamo di dare una mano ai genitori come noi.
  • Puoi spiegarmi l’iter della legge sui caregiver familiari?Io ne seguo l’iter dal 2013. Prima di quella data mi ero aggregata ad associazioni a livello nazionale, che dicevano di perorare la causa, tutelare i diritti dei caregiver familiari, ma in realtà non lo facevano. Così nel 2013 ho deciso come associazione di scendere in campo direttamente senza nessun intermediario. Tutti i governi che si sono succeduti dal 2013 fino ad oggi, non sono mai riusciti a licenziare una legge. Perché quando si arrivava al dunque, succedeva qualcosa per cui si bloccava tutto e la legge non andava in porto. Si andava alle elezioni successive, al nuovo governo. Questo per più di dieci anni. Adesso in questa legislatura, a un anno dalla sua scadenza, tutti noi caregiver ci siamo stufati. Perché finora ci sono state associazioni, federazioni, e bla bla bla, che dicevano di rappresentarci ma in realtà gli ultimi due anni sono stati praticamente due anni di immobilismo dell’iter legislativo. Poi di punto in bianco spunta la ministra Alessandra Locatelli, ministro per le disabilità che dice «Ho questo ddl e adesso in legge di bilancio verrà approvato questo. In sei mesi faremo tutto e la legge sarà attiva da giugno 2027».Quindi non è stata ancora approvata nessuna legge sui caregiver familiari.È un disegno di legge. Tutti i titoli di giornale dicono che è stato approvato. Non è così. Il ddl ha semplicemente passato il vaglio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Secondo le nostre leggi e la Costituzione un disegno di legge viene depositato in Parlamento, o alla Camera, o al Senato. Da lì questo disegno di legge viene trasmesso alla commissione deputata, che lo studia, lo discute. Viene messo a regime. In questa legislatura era successo per la commissione 12ª alla Camera. È la commissione Lavoro e Servizi Sociali, presieduta da Ugo Cappellacci di Forza Italia. Tieni presente che finora dal 2022, cioè da quando si è attivato il nuovo governo, sono stati depositati 13 disegni di legge. Il ddl Locatelli è il 14º.Le informazioni che avevo dicevano che la legge era stata approvata.No. Non è stata approvata. Quella dell’approvazione è una fake news. Noi del Cfu l’abbiamo detto in tutte le salse. Abbiamo cercato di diffonderlo ovunque. Ma purtroppo la propaganda di regime ha un’altra intenzione. Tutti i disegni di legge devono essere depositati in Parlamento, o alla Camera, o al Senato. Nel momento in cui un disegno di legge viene depositato è pubblico. Tutti possono leggerlo. Questo disegno di legge della Locatelli ancora non è pubblico. Questo disegno di legge la Locatelli l’ha fatto vedere soltanto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una legge è approvata quando ha passato tutte e due le Camere, è andata al Presidente della Repubblica, il quale ha detto sì, e l’ha rimandata al Parlamento. Quindi c’è un iter molto preciso.
  • Perché allora il 27 gennaio scendete in piazza a Roma se non conoscete neanche il testo della legge?Esistevano i lavori della commissione 12ª alla Camera fino a che la Locatelli non ha detto: «Un momento, io costituisco un tavolo interministeriale dove faccio sedere tutte le associazioni, tutti gli stakeholder, eccetera eccetera. Facciamo un lavoro di ricognizione e tutto quanto, e produciamo un documento che mettiamo a disposizione della Commissione 12ª alla Camera». In realtà questa cosa non è mai successa.Quindi ancora non si sa niente di questa legge.Si sa solo quello che la Locatelli ha diramato attraverso i suoi comunicati stampa, i suoi interventi alla radio o in TV, o sui social. Nessuno ha mai ancora letto questo testo di legge.
  • A questo tavolo l’associazionismo di base è stato invitato?No.Saranno state invitate soltanto le grandi associazioni come la Fish immagino?La Fish è una federazione. Poi come altra federazione c’è la Fand. che raggruppa le associazioni storiche, a partire dal 1932 da quando è stata fondata l’associazione ciechi. La Fish è composta dalle associazioni che si sono costituite dalla fine degli anni Sessanta in poi.Fish e Fand sono state invitate a questo tavolo.Sì.Ma non l’associazionismo di base, quello che ha maggiormente il polso della situazione.No. Tutte le associazioni di caregiver familiari come la nostra non sono state invitate. Non ci hanno nemmeno risposto. A questo tavolo c’era addirittura l’associazione colf e badanti.Quindi il 27 voi scendete in piazza.Scendiamo in piazza perché ci siamo rotti di essere presi in giro. Perché non si può fare una legge senza aver ascoltato i diretti interessati, coloro che sono i destinatari della legge. Da quello che emerge dai comunicati stampa si prepara qualcosa di orrorifico.
  • Perché questa legge sarà un disastro?La cosa fondamentale è che non puoi fare una legge che ha come destinatari 8 milioni di persone, tanti sono i caregiver come da dati Istat, e stanziare solo 250 milioni di euro.Parliamo di quasi un settimo della popolazione italiana impegnata come caregiver.Teniamo presente che ci sono almeno altri 8 milioni persone che sono gli assistiti. Quindi siamo 16 milioni di persone.Quasi un quarto della popolazione italiana.
  • Come si fa a stanziare soltanto 250 milioni per 16 milioni di persone? Questi fondi poi sono stati presi dal fondo per la disabilità, dal fondo per la non auto sufficienza, dal fondo per la povertà, tre comparti che già affannano e che hanno risorse limitate. Sono stati saccheggiati questi tre fondi per dare delle briciole a noi, che ci servono per fare cosa? La legge per i caregiver familiari non è soltanto una legge che deve stabilire un bonus mensile per qualcuno. No. La legge per i caregiver familiari riguarda l’intero welfare italiano. Perché stiamo parlando di otto milioni di persone che assistono altri 8 milioni di persone non autosufficienti, che non stanno in struttura. Perché l’Italia non può permettersi di avere strutture che accolgono otto milioni di persone. Ma deve riformare tutto quanto il sistema dei servizi sui territori per permettere la domiciliarità dell’assistenza, e anche il sostegno a noi caregiver. Perché noi sostituiamo lo Stato. E finora lo Stato ha fatto finta di guardare da un’altra parte mentre noi lo sostituivamo.La possibilità di una vita indipendente per le persone con disabilità sembra un miraggio.Certo. Perché ad esempio una legge che deve essere assolutamente legata a noi caregiver è la Legge 162, la cosiddetta legge della vita indipendente, che si fonda su quei progetti che vengono finanziati affinché la persona con disabilità si sganci dai suoi familiari assistenti e abbia finalmente una vita sua, anche se è una persona completamente non autosufficiente.
  • Mi sembra che il ddl “fantasma” Locatelli non faccia nessun riferimento a questo?Non solo su questo. Io sono una persona che finché non vede nero su bianco un testo non si sbilancia. Tu puoi raccontarmi tutto quello che vuoi, anche le favole, ma io voglio il testo nero su bianco. Perché tutta la mia vita, da quando mio figlio è nato vent’anni fa, si è basata sulle leggi. Io andavo a trovarmi le leggi, me le stampavo, dopodiché andavo dai vari dirigenti sanitari, dai dirigenti di qualsiasi pubblica amministrazione, e potevo dire «Questa è la legge. Lei non la sta rispettando. Cosa vogliamo fare?». Solo presentando la legge ottenevo quello di cui mio figlio necessitava. Stiamo parlando di diritti.Non c’è collegamento con la legge 162. Ma mi sembra che non ci sia neanche un collegamento alla legge 112 sul dopo di noi. Altro elemento di grande fragilità.Non c’è menzione di nulla. Purtroppo dobbiamo fare riferimento a ciò che ci ha detto a voce la ministra. Quindi scendiamo in piazza perché vogliamo una legge che finalmente comprenda tutta la categoria dei caregiver familiari. Perché la Locatelli dice «Abbiamo diviso i caregiver familiari in quattro fasce. La prima fascia è quella che presta 91 ore di assistenza alla settimana». Mi chiedo sulla base di che cosa, di quale criterio, di quale studio scientifico, abbia stabilito queste 91 ore settimanali. E poi il bonus sarebbe solo fino a 400 €.Quel fino a 400 € la dice lunga. Significa che molti non arriverebbero neanche a quella cifra. Altro elemento importante è che il finanziamento verrebbe fatto solo fino ad esaurimento dei fondi. Quindi molti aventi diritto rimarrebbero fuori. Quanti di questi 8 milioni di caregiver familiari usufruirebbero del contributo economico?Circa 50mila su 8 milioni.Quindi contestate punti specifici del ddl e contestate l’assenza di un testo di legge con cui confrontarvi.Certo. È uno scandalo che non ci sia un testo, che tra l’altro dovrebbe essere pubblico. Perché è una legge dello Stato. Non è una legge della Locatelli, del suo principato su un’isola deserta. È una legge dello Stato italianoTu hai ancora fiducia nel diritto? Nella possibilità di difendere il diritto?Io ho assolutamente fiducia nel diritto. Perché se non fosse così non avremmo avuto la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo (Cedu) lo scorso settembre, che praticamente ha parificato i caregiver familiari lavoratori alle persone con disabilità, allargando anche a loro i diritti che hanno le persone con disabilità nel campo lavorativo. Questa è una sentenza storica, che mette un punto fondamentale. In Italia per quanto riguarda i caregiver familiari, abbiamo solo due cose: il comma 255 della legge 205 del 2017, che praticamente è la definizione legale di che cosa è un caregiver familiare, e la sentenza della Cedu del settembre scorso.Per motivi di chiarezza è importante riportare integralmente questo comma.Si definisce caregiver familiare la persona che assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare entro il terzo grado che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18.
  • Chi sono i caregiver lavoratori?
  • Che cosa intendi quando affermi che la sentenza della Cedu equipara i caregiver lavoratori alle persone con disabilità?Fondamentale abbiamo due tipologie di caregiver, quelli che lavorano e quelli che non lavorano e quindi non hanno uno stipendio da lavoro esterno.Quindi Maurizio Attanasi che tu conosci bene è un caregiver lavoratore, perché ha un reddito da lavoro dipendente, in più fa da caregiver a suo figlio?Esatto. Io invece sono un H24, cioè sono una caregiver che non può lavorare, che ha dovuto rinunciare a lavorare per poter assistere suo figlio. Il caregiver lavoratore aveva determinate tutele come il permesso di tre giorni al mese e basta. Però se tu sei caregiver e lavori hai determinate necessità, ad esempio per quanto riguarda gli orari. Dovresti avere così il titolo preferenziale per il part-time o per lo smart working.Quindi la Cedu ha sancito che tu hai gli stessi diritti che ha una persona con disabilità.Per esempio tuo figlio, o comunque la persona che tu assisti, non mangia prima delle nove, e tu devi essere presente per dargli da mangiare? Questa cosa deve essere recepita dal tuo datore di lavoro, che ti deve venire incontro, attraverso il famoso accomodamento ragionevole che è contenuto nella convenzione Onu per i diritti delle persone con disabilità, che è una legge dello Stato. La Cedu ha stabilito che se tu sei caregiver hai gli stessi diritti della persona con disabilità. Di conseguenza puoi reclamare per esempio questo famoso accomodamento ragionevole, che ti permette di modulare il tuo tempo di lavoro in base ai tuoi obblighi come cargiver. È una sentenza storica che ribalta completamente il diritto lavorativo del caregiver familiare lavoratore.Stai parlando da avvocato. Che formazione hai?Stavo studiando da archeologa ma non mi sono mai laureata. Qualche anno fa ho deciso di riprovarci per prendere una laurea in giurisprudenza. Ho passato l’esame di ammissione. Ho provato a frequentare ma era difficilissimo perché io sono una caregiver H24. Sono andata a parlare con i professori per spiegare la mia situazione. E loro mi hanno garantito tutta la disponibilità, che potevo prepararmi da remoto. Ma poi è scoppiato il Covid, non ho fatto più niente e ho abbandonato
  • .Quanti anni hai Alessandra e quanti ne ha tuo figlio?Io ho 54 anni e mio figlio ne ha 20.Quindi oltre alla fatica e l’impegno del lavoro di caregiver familiare, hai anche affrontato la fatica di formarti e informarti sui testi di legge. Quante ore hai tolto al sonno?Io sono entrata nel mondo dell’associazionismo del volontariato nel 1999 quando avevo 25 anni. Praticamente tenevo la segreteria di una grande Organizzazione di Volontariato (Odv) della mia città. Lì ho imparato molto sul campo. Quando ho avuto mio figlio nel 2005, e tutto quello che ne è seguito, ho deciso di fondare una mia associazione. Da allora ho sempre continuato a formarmi frequentando corsi e altro. Comunque ho sempre avuto questa predisposizione alla precisione, mi sono sempre riferita ai testi di legge. Perché quelli non danno adito a nessuna ambiguità. Sono molto chiari.C’è un marito? Hai un compagno?Adesso non più.I casi della vita vi hanno fatto prendere strade diverse?Purtroppo sì. Dopo Jacopo abbiamo avuto altre due figlie che adesso hanno 12 e15 anni. Però tutta l’esperienza che riguarda essere il genitore di una persona con disabilità grave è stancante, pochissime coppie sopravvivono.Come caregiver familiare è complicato gestire i rapporti coniugali, quelli con gli altri figli, trovare degli equilibri.
  • Il ddl Locatelli prevede un supporto psicologico per i caregiver e i loro familiari?Assolutamente no.È un altro limite di questo ddl fantasma.La ministra Locatelli non ha fatto menzione di alcun servizio. Lo sportello psicologico è il primo, ineludibile servizio che serve ai caregiver familiari. E nessuno mai lo prevede.Mi sembra che ci sia un altro elemento che non venga previsto. La disabilità implica fragilità non soltanto emotiva, delle menti e dei cuori, ma anche una fragilità fisica, che richiede visite mediche, controlli sanitari. Su questo le persone disabili non hanno nessuna priorità, nessun canale preferenziale. Quindi se devi fare visite specialistiche, controlli medici, devi fare il giro dei quattro cantoni. Immagino quindi che non hai sempre la certezza di poter garantire a tuo figlio la dovuta assistenza. È previsto in qualche modo qualche canale privilegiato, qualche protocollo per favorire le persone con disabilità in questo ambito?No. La cosa prioritaria per questo ministro era riuscire a dare un pochino di soldi a qualcuno. Fine. Questa è la visione che questo ministro ha della legge nazionale sui caregiver familiari.Intanto che aspettiamo la legge su quali fondi possono contare i caregiver familiari?Non esiste nessun fondo nel 2026 per i caregiver familiari. A disposizione ci sono zero euro.Se tutto va bene ci sarà nel 2027 come mi hai detto, però stornato dagli altri settori del welfare. Quindi si impoveriranno alcuni settori per rendere ancora più poveri i caregiver familiari. Che senso ha avuto in questi anni il ministero della disabilità? La ministra Locatelli è stata incisiva nel suo mandato?Il ministero della disabilità di per sé sarebbe una cosa molto positiva. Ma finora non ha assolutamente funzionato. Il primo Ministro nominato è stato il signor Lorenzo Fontana, che praticamente non c’era mai. Chi faceva le veci del ministro era un certo signor Vincenzo Zoccano. Qualcuno sa dire che cosa ha lasciato questo signor Zoccano? Successivamente abbiamo avuto Erika Stefani della Lega, cosa ha lasciato? Infine abbiamo avuto la Locatelli quello che questo ministro fa è andare a trovare le cooperative, le associazioni, le fondazioni, in giro per l’Italia e contemporaneamente fare campagna elettorale. Dopodiché fare una missione in Giappone, dove si porta dietro il presidente della Fish e varie altre persone.
  • Che tipo di organizzazione vi siete dati per la giornata del 27 a Roma?Il punto di ritrovo è alle 10 in piazza dei Santi Apostoli. La gente è stata informata attraverso le nostre chat dove ritrovarsi. Dalle diverse fermate della metropolitana ci si si avvia lentamente, a piedi per essere visti dalla cittadinanza verso Piazza Santi Apostoli dove c’è il presidio, animato da Davide Amati, caregiver familiare e referente della campagna. Lì ci sarà a disposizione un microfono per chiunque voglia parlare. Noi vogliamo incontrare la ministra Locatelli dal vivo, visto che facciamo questo sforzo incredibile di essere lì dal vivo, perché è veramente uno sforzo per noi caregiver uscire di casa. Senza contare il fatto che molti caregiver arriveranno da tutta l’Italia.Così come è uno sforzo per te avermi concesso questa lunga intervista. Qualcuno è accanto a tuo figlio in questo momento?Mio figlio dorme. Soltanto quando dorme io posso fare le cose. Se lui non stesse dormendo non potrei stare al telefono con te.

Clicca qui per l’intero articolo 👇

Caregiver familiari: il 27 gennaio 2026 manifestazione nazionale a Roma contro il DDL Locatelli

Due articoli usciti a distanza di pochi giorni su La Nazione di Pisa inerente la manifestazione del 27 gennaio a Roma 👇