
C’è chi, finita la scuola, conta i minuti per uscire con gli amici.
E chi, invece, conta le ore della prossima terapia, controlla che tutto sia in ordine, ascolta il silenzio di casa per capire se va tutto bene.
Ci sono ragazzi e ragazze che imparano presto a leggere i segnali della fragilità, a muoversi con attenzione tra medicine, crisi epilettiche, appuntamenti e paure. Tornano a casa non per staccare, ma per essere un punto fermo. Non per essere accuditi, ma per accudire. Ci sono ragazzini che comunque vivono immersi in situazioni difficili di un fratello, di una sorella, di un genitore o un nonno che convive con loro.
Sono figli e figlie che diventano sostegno. Fratelli e sorelle che imparano troppo presto cosa significa prendersi cura.
Sono caregiver familiari minorenni.
Crescono in anticipo.
Imparano a contenere paure che non dovrebbero appartenere alla loro età.
E mentre hanno questo impegno non sempre qualcuno si accorge che avrebbero bisogno, loro per primi, di essere rassicurati.
Il loro tempo scorre in modo diverso.
Prima viene l’urgenza dell’altro.
Poi, se resta spazio, i desideri personali. I sogni. La leggerezza.
Molti non vengono riconosciuti.
A scuola sono “responsabili”, “maturi per la loro età”.
Tra gli amici sono quelli che devono andare via prima, quelli che non possono fermarsi.
Dentro, però, custodiscono pesi silenziosi, la loro vita opprimente.
Essere caregiver da minorenni significa amare profondamente la propria famiglia.
Ma significa anche lasciare indietro frammenti di infanzia. Rinunciare a spontaneità, tempo libero, libertà.
Significa imparare il linguaggio della cura prima ancora di aver finito di imparare quello della propria crescita.
Non basta emozionarsi davanti a queste storie. Non basta dire “che bravi”.
Serve riconoscerli. Serve dare un nome alla loro realtà. Serve costruire tutele concrete.
Perché la responsabilità della cura non può gravare sulle spalle di chi sta ancora diventando grande.
Perché ogni ragazzo e ogni ragazza hanno diritto, prima di tutto, a essere protetti.
Se sei stato un caregiver minorenne, o conosci qualcuno che lo è, la tua testimonianza conta.
Rompere il silenzio è il primo passo per cambiare le cose.
Chiediamo insieme, con forza, una Legge davvero #buonaxtutti.
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#CaregiverMinorenni #NessunoDeveRestareInvisibile #Diritti


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